Peter Brötzmann

Peter Brötzmann

Ispirato dal suono caldo e potente dei primi grandi sassofonisti jazz come ad esempio Sidney Bechet, Peter Brötzmann ha catalizzato nel suo suono di sassofono pronunciato ed energico e nelle sue creazioni artistiche, tutta la propulsiva forza creativa della nascente scena improvvisativa europea e del movimento Fluxus di fine anni ’60.

Dopo aver creato l’estetica punk/noise con largo anticipo (il terroristico Lp Machine Gun a nome del Peter Brötzmann Octet è del 1968) ed essere stato colonna portante di storici collettivi (ICP, Globe Unity) ed etichette (FMP, BRÖ) legate all’improvvisazione, il signor Brötzmann ha continuato per più di quaranta anni ad esibirsi in concerti, registrare dischi, collaborare con musicisti delle musiche più disparate (da Cecil Taylor a Mahmoud Guinia, da Keiji Haino a Louis Moholo), dare vita a gruppi (dai Last Exit al Chicago Tentet), curare l’artwork e il design di ogni sua pubblicazione, dipingere, scolpire, suonare e in generale creare senza mai scendere a un compromesso, guadagnandosi bensì il rispetto dei colleghi e il conferimento di vari premi culturali.

www.peterbroetzmann.com

www.discogs.com/artist/Peter+Br%C3%B6tzmann

http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Br%C3%B6tzmann